Maria, ti guardo e sul tuo viso riconosco i segni del tempo, piccoli solchi di lacrime e sorrisi. D’improvviso torno indietro e ti immagino giovane, indaffarata, alle prese con Gesù da bambino e con la paura nel cuore per Gesù giovane che rischia la vita ad ogni passo.
Ti guardo Maria, amica di sempre e penso che tu ce l’hai fatta, hai vinto spogliandoti di tutto, anche del frutto del tuo grembo. Perché, come dice una canzone dei nostri tempi, “Vince chi molla”. Potenza di ogni esistenza umana che dona e chiede di ridonare. E nel coraggio della risposta riscopriamo il senso della vita.
Molti cara Maria, pensano che rispondere alla propria chiamata significhi capire tutto subito, buttarsi in un’avventura, certi che sia quella giusta, ma solo quando si risponde veramente si comprende che la Verità non è qualcosa da scoprire, ma una Luce da fare entrare. Proprio come l’hai accolta tu, prima in casa tua e poi nel tuo grembo.

Oh madre mia e madre nostra, io ti vedo, come ogni madre, innamorata del respiro del tuo bambino, tra le tue braccia in quella notte, tra le tue braccia al crepuscolo della croce. E riconosco nei tuoi occhi un cuore squarciato come il cielo e affidato come quello del tuo figlio. Svelaci il segreto di questo tempo Maria, perché abbiamo paura di un presente e di un futuro incerti. Abbiamo paura di non farcela a portare questa croce e non ne capiamo il senso. Tu, che chissà quante volte avrai consolato il tuo bambino dopo una caduta mentre si accingeva a muovere i primi passi, ora raccogli questo nostro cuore perché abbiamo bisogno di te dolce madre e amica, abbiamo bisogno di un abbraccio, quello tuo non negarcelo. Rompi queste distanze che isolano vite, vieni con Gesù e ridonaci speranza, tu puoi Maria, perché sei colei che con un fagotto di paure e sogni è partita “senza indugio” per dare la vita, già, anche tu, come il tuo bambino. Amen.

(suor Roberta Ap)