Un posto nel mondo
TRA CERTEZZE E INCERTEZZE
Gesù si accosta e cammina con loro; è un passaggio significativo del brano dei discepoli di Emmaus (Luca 24,13-35). Le azioni di Gesù diventano le stesse azioni della Chiesa chiamata a seguire il suo Signore. Proviamo ad avere lo stesso atteggiamento del Signore Gesù nei confronti dei giovani del nostro tempo e ci accostiamo a loro, alle loro domande, ai loro sogni a come vedono il loro futuro.
Non posso vantare una grande esperienza e mi piace parlare di storie di vita e di nomi piuttosto che di statistiche o numeri: ma spesso ho incontrato un permanente senso di vuoto, di mancanze di stimoli, di percorsi di studio arenati o talvolta fatti a tempo di record ma che non portano a un vero e proprio senso di felicità. Qual è il mio posto nel mondo? Come posso sentirmi veramente con un’esistenza piena di vita e di gioia?
Per un cristiano tutto questo porta a una parola chiave in questo processo: parliamo di vocazione. Non è una parola però immediatamente cristiana, ma si può intendere anche in senso più ampio. È qualcosa per cui vengo e-vocato, chiamato ad esistere da parte di Qualcuno.
È l’esperienza stessa della vita, fatta di tentativi, doni, talenti. La giovinezza ha sempre presentato queste sfide, ma oggi più che mai risultano insormontabili.
Ora mi metto accanto a Sonia, 19 anni, si è iscritta a Psicologia forse più per fare chiarezza sul suo cammino personale, per fare spazio a quel senso che trova con fatica… che per diventare una psicologa. Fa fatica a non sentirsi un numero, ad attivare relazioni significative. Alcuni studenti sono più veloci di lei e sperimenta tanto senso di inadeguatezza. È tornata quest’estate da un viaggio-missione in Togo dove ha sperimentato una dimensione nuova e inaspettata, ma poi che fatica fare i conti con la quotidianità. Bastava questo picco adrenalinico a farle sentire il senso profondo di infinito e di assoluto?
Mi parla della sua spiritualità, è una sua dimensione intima e personale, ma non è insistente e difficilmente si può anestetizzare.
Sento un bisogno enorme in lei di sentirsi ascoltata per prima, per dire la sua, per provare a far chiarezza su cosa ha dentro. Spera di rivedere qualcuno pronto a fare ciò e a non abbandonarla.

Ora è il momento di Riccardo, ventiquattrenne, iscritto al corso di laurea di nuova istituzione: Intelligenza Artificiale. Sogna di progettare reti neuronali. È un campo di sviluppo che non è futuro, ma presente per tantissimi ragazzi. È sveglio e intelligente, in altri tempi sarebbe stato un ingegnere figlio di padre ingegnere, ma ora ha voluto ritagliarsi questo ambito di approfondimento più personale. È fidanzato da tre anni con Martina: non pensa solo ai calcoli, ma ha preso sul serio le relazioni. Purtroppo da poco ha sperimentato il tradimento e l’abbandono da parte del suo gruppo di amici. Nessuna intelligenza artificiale o calcolo può aiutarlo in questo momento. Si chiede se ci sia Qualcuno là fuori che ha a cuore quello che sta vivendo.
Si affacciano un ragazzo e una ragazza di 16 anni, di loro non ho i nomi. Ma solo tanto entusiasmo.
Hanno vissuto un’esperienza estiva per la GMG a Lisbona. Mi dicono: abbiamo capito la bellezza del sentirsi Chiesa. Quanto è difficile però portare questa Chiesa così giovane e fresca nelle nostre comunità…
Ho scelto queste storie per provare a dare voce in poche battute a quelle storie che ascolto quotidianamente; sono storie di vita in una ricerca di un posto nel mondo, per percepirsi come un dono, per dare la vita per qualcosa che davvero vale. Nei giovani non vedo superficialità, ma tanta profondità, spesso inespressa o, peggio, inascoltata. La vocazione è il posto nel mondo che porta necessariamente come conseguenza la felicità, ma tante volte, a causa del contesto in cui viviamo, questa ricerca della felicità si anestetizza con una soluzione di comodo o comunque più rapida. Spesso ho ascoltato il peso di troppe aspettative che le generazioni più adulte hanno su di loro, e troppe volte ho ascoltato di alcuni che faticano a diventare adulti.
La speranza è quella di essere quella Chiesa che, come Gesù, sappia farsi prossima ai giovani in carne ed ossa per prendere sul serio il loro desiderio di stare al mondo ed essere felici.
(Alfredo Tedesco, rivista SE VUOI 6/2024)